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Notizie sul Museo del Duomo di San Giorgio Ragusa

Inaugurato nel giugno del 2009,  al termine di una serie di interventi strutturali eseguiti dal Comune di Ragusa tramite i fondi della legge regionale 61/81 e con uno sforzo corale non indifferente dell’intera parrocchia, il Museo del Duomo di S. Giorgio si offre oggi ai Visitatori non solo come la maggiore realtà museale di arte sacra dell’intera Provincia di Ragusa, ma come unica opportunità di completare una corretta visione storico-religiosa della città di Ragusa negli ultimi mille anni di storia.

Il percorso all’interno del Museo si snoda attraverso una serie di ambienti suggestivi ricchi di preesistenze architettoniche che furono nel passato più recente adibite a stanze per i canonici: quella  così detta “del Vescovo”, quelle dei Predicatori, e poi la “Santara” e il “salotto rosso”.
Le volte a vela, gli archi ed i capitelli, gli antichi pavimenti, le canalette di pietra per il convogliamento di acque ed altro ancora rimandano ad un passato ben più remoto, ancora tutto da scoprire.

Sostanzialmente questo Museo non è nato con l’intento di esporre passivamente ciò che era stipato nelle varie sagrestie o magazzini facenti capo alla Chiesa Madre di San Giorgio, ma ha pensato di intestarsi una funzione di rimando al territorio in modo da porsi come cerniera fra le nozioni offerte in sede museale e la visita della città circostante, cui i pezzi esposti rimandano di continuo.

Piano Terra

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  1. Sala di ingresso con la formella del bassorilievo della fuga in Egitto
  2. Saletta della rappresentazione multimediale della storia della parrocchia
  3. Sala dello stendardo di Ragusa
  4. Sala dei Disegni del Gagliardi
  5. Sala dei progetti minori del Duomo
  6. Saletta del materiale lapideo donato dall’Ing. Zipelli
  7. Sala dei pezzi lapidei ante terremoto 1693
  8. Sala del Materiale lapideo proveniente dall’antica chiesa di San Giorgio dei Chiaramonte
  9. Sala del Materiale lapideo vario e decorazioni altari
  10. Sala dei Fonti battesimali, lavacri acqua santa e lastre tombali

Il visitatore che sia interessato all’inquadramento storico e topografico della città potrà infatti qui trovare un prezioso strumento di orientamento e di guida per un approfondimento sulla toponomastica locale e per un excursus sulle vicende storiche e politiche della città di Ragusa che, indissolubilmente, si sono intrecciate con la storia religiosa locale ed in modo particolare con la storia della chiesa di S. Giorgio, matrice e sede vicariale foranea per circa 1000 anni. (Presentazione in PP, stanza 2 e esposizione stanza 3).

Particolarmente interessante la sezione documentaria il cui fulcro è costituito dall’esposizione dei progetti originali dell’architetto Rosario Gagliardi inerenti la costruzione della nuova fabbrica del Duomo e dalla verifica di come quest’ultimo sia stato realizzato in modo fedele al progetto. (Stanza 4 e 5)

Inoltre, per la prima volta, si dà un senso globale ai pochi ma imponenti frammenti lapidei, (vedasi uno per tutti : il “Santo Guerriero”), rimasti illesi dall’evento catastrofico rappresentato dal terremoto del 1693, in gran parte appartenenti alla vecchia chiesa tardo-gotica dedicata a San Giorgio e ubicata nei pressi dei giardini iblei, sede in cui si ammira ancora oggi il fastoso portale. Un pannello esplicativo e un plastico ripropongono le forme dell’antica chiesa di San Giorgio, aiutando a comprendere la localizzazione delle decorazioni scultoree che ne componevano il ricco apparato decorativo. (Stanza 7 e 8)

Primo Piano

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  1. Sala di Oreficeria, argenteria e quadri ante terremoto del 1693
  2. Sala di Oreficeria, argenteria e quadri del ‘700
  3. Saletta dei Paliotti di altari ricamati in oro e argento
  4. Sala di Argenteria ed arredi sacri del ‘800 – ‘900
  5. Sala della Collegiata con quadri dei parroci-cantori, paramenti ed ex voto
  6. Sala del materiale pittorico donato alla parrocchia dall.Ing Zipelli

Il prezioso e vasto campionario esposto al piano superiore, appartenente al Tesoro di San Giorgio, persegue l’intento di andare al di là della singola e semplice esposizione, raccontando i fatti e le persone che si celano dietro a quegli oggetti, dando ad essi una nuova dimensione che li renda vivi nel ricordo di ciascuno e rendendo palese quale grande fede verso il Santo e quale attaccamento verso quella Chiesa Madre che è stata ed è tuttora il “simbolo” di Ragusa Ibla, abbia spinto costoro a grandi sacrifici e privazioni per donare o sovvenzionare la fattura di arredi di così alto pregio.

Nel Museo del Duomo, per citare solo qualcuno dei pezzi esposti, si può ammirare il preziosissimo enkolpion di fattura bizantina, crocetta-reliquiario pettorale, esposto in una teca in cui si erge da protagonista. Questo pezzo, uno dei più antichi di epoca medievale che la città di Ragusa possa vantare, varrebbe da solo la visita. (Stanza 11)
Vi è poi l’imponente Croce astile in argento e rame realizzata dall’orefice ragusano Lucio Arizzi. È stata essa per secoli la Croce processionale e matriciale che precedeva ogni processione della matrice ed il corteo del Capitolo della Collegiata. Le nicchie raffigurate nel bulbo della base della Croce rassomigliano non poco alle nicchie della Cona del Gagini sita, in atto, nella sagrestia del Duomo. (Stanza 11)
Ed ancora, lo straordinario ostensorio d’oro tempestato di diamanti, smeraldi e rubini del palermitano Giuseppe Vella, donato nel ‘700 alla Chiesa Madre dal canonico Giuseppe Sortino. (Stanza 12)

Alla creazione della Collegiata è dedicata un’intera stanza: l’ultima e la più ampia, racconta al Visitatore come, a conclusione di un lungo percorso fatto di sacrifici, stratagemmi ed accordi diplomatici si pervenne finalmente e felicemente all’erezione della parrocchia di San Giorgio ad Insigne Collegiata nel 1727, grazie agli sforzi corali dell’intera cittadinanza che, per questo fine, inviò a Roma a sue spese per circa un decennio l’abate Antonino Giampiccolo, divenuto poi il primo parroco-cantore della Collegiata.
In questa sala gli inerti (ma preziosi) e statici paramenti esposti prendono vita materializzandosi nei ritratti dei singoli parroci-cantori e degli arcidiaconi raffigurati tutto intorno alla sala, svelando la funzione di stole, messali, arredi e delle mazze del “Ciantro” e del Capitolo. (Stanza 15)

Una particolare menzione merita lo scomparso Ing. Cesare Zipelli, uno dei più conosciuti collezionisti di Ragusa, che volle dare fiducia al Museo di San Giorgio cedendogli parte delle opere in suo possesso. Ed il Museo oggi lo ricorda con due sale a lui dedicate che espongono opere di scultura e pittura di arte locale dallo stesso donate, affinché i visitatori tutti siano memori del suo generoso gesto a favore della chiesa e della città ove a lungo operò ed ove visse i suoi ultimi anni. (Stanze 6 e 16)

Suggestiva, infine, come non potrebbe essere altrimenti, la teca del Museo che ospita gli “ex voto”, oggetti vari di oreficeria quali anelli, collane, pendenti ed altro ancora, dietro ognuno dei quali si cela una storia umana, alcuni di cospicuo valore, altri di valore minimo, ma tutti “preziosi” perché tutti offerti con fede e con riconoscenza, circa dall’inizio del secolo scorso fino a pochi anni fa, da ogni strato della popolazione, ricca e povera, giovane e vecchia di Ragusa Ibla che nella buona e nella cattiva sorte, oggi come ieri, ha sempre guardato con grande trasporto e commozione a quel “prezioso”, santo ed invitto Cavaliere, a quel Patrono Principale e Protettore della nostra Città “San Giorgio Martire”. (Stanza 15)

Tante altre nozioni e aneddoti potrebbero essere raccontati sul Museo del Duomo ma soltanto una visita può rendere giustizia alle sue esposizioni.